Come costruire un impianto HiFi completo di tutto ciò che serve

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Un sistema HiFi si compone di numerose parti, ciascuna destinata a una funzione specifica. Vediamo quali sono le componenti base e a che cosa servono.

Al giorno d’oggi, ascoltare musica è più semplice di una volta, grazie ai servizi di streaming e, in generale, alla musica liquida. Eppure, nonostante la quantità di tecnologia che ci circonda, la qualità della musica ascoltata, in termini di fedeltà del suono, è notevolmente diminuita rispetto al passato a causa dei dispositivi di bassa qualità utilizzati per la riproduzione della stessa. Sono sempre di più, quindi, coloro i quali decidono di costruire un impianto HiFi, cioè un sistema audio in grado di riprodurre la musica in alta definizione migliorando nettamente la qualità dell’ascolto dei brani.

Impianto HiFi: come realizzare un sistema ad alta fedeltà

Gli smartphone, gli altoparlanti bluetooth, le soundbar, benché non all’altezza di un impianto HiFi, sono indubbiamente diventati gli strumenti più utilizzati per ascoltare la musica. I motivi di questo successo sono ovvi: la semplicità di utilizzo, l’economicità e la discreta resa - se paragonata, per esempio, a quella dei boombox e dei walkman degli anni ‘80 e degli anni ‘90 - di questi strumenti permette di soddisfare la maggior parte delle esigenze di chi ascolta la musica senza particolari pretese.

Eppure, non sono pochi coloro i quali desiderano un ascolto il più possibile fedele all’originale, capace cioè di rispettare tutte le sfumature sonore dell’originale. Ecco allora che nasce l’esigenza di costruire un impianto HiFi. Ma come fare? In questo articolo vedremo quali sono i dispositivi di base per costruire un impianto HiFi e, successivamente, entreremo nello specifico di ciascuno di essi per capire a cosa servono.

Costruire un impianto HiFi: gli strumenti indispensabili

Per costruire un impianto HiFi, in realtà, non occorrono molte attrezzature. Del resto, è abbastanza intuitivo comprendere che per la riproduzione musicale è necessario un dispositivo che emette un segnale audio abbastanza potente da poter essere riprodotto da dei diffusori acustici. Nello specifico, in un impianto HiFi, questo processo avviene grazie a queste componenti:

  • sorgente: lettore CD, giradischi, computer; le sorgenti sono tutti quei dispositivi in grado di processare e di immettere il segnale elettrico di cui si compone il segnale audio all’interno della restante parte dell’impianto;
  • preamplificatore: questo dispositivo, opzionale in molti casi, intercetta il segnale audio dalla sorgente ed effettua una piccola amplificazione prima di immetterlo all’interno dell’amplificatore; il preamplificatore, quando è previsto nell’impianto, offre anche la possibilità di regolare il volume e i toni, di selezionare fra più sorgenti audio e, spesso, sono anche dotati di un amplificatore specifico per l’uscita audio delle cuffie;
  • amplificatore di potenza: si tratta della componente dell’impianto che amplifica il segnale elettrico emesso dalla sorgente, o dal preamplificatore, e lo indirizza verso i diffusori acustici;
  • amplificatore integrato: a differenza dell’amplificatore di potenza, questo genere di amplificatori includono in un solo telaio sia lo stadio di preamplificazione che quello finale di potenza;
  • diffusori acustici: volgarmente chiamate casse, i diffusori sono la parte terminale di un impianto HiFi; essi raccolgono il segnale emesso dall’amplificatore e lo trasformano in suono;
  • cavi di collegamento: il segnale elettrico in uscita da ciascuna componente del sistema HiFi viaggia attraverso cavi collegamento; questi, al fine di ottenere una resa acustica di qualità, devono essere di buona qualità pur senza scadere nell’esoterismo;
  • ambiente: nessun sistema HiFi, anche il più performante, può avere una resa acustica ottimale se non si trova in un ambiente idoneo; per questo, è necessario trovare uno spazio il più simmetrico possibile e - ma questo occorre un capitolo a parte - spesso risulta anche necessario sottoporre l’ambiente a un apposito trattamento acustico.

Queste sono le componenti basilari per costruire un impianto HiFi. Gli accorgimenti per migliorare ulteriormente la qualità dell’ascolto, poi, sono innumerevoli. Soffermandoci, per adesso, su queste componenti vediamo nel dettaglio a cosa serve ciascuna di loro.

Le sorgenti audio per costruire un impianto HiFi

Come detto, le sorgenti audio per costruire un impianto HiFi possono essere diverse: lettori CD, giradischi, lettori streaming, piastre a cassette. Ovviamente, migliore sarà la qualità del segnale emesso dalla sorgente e migliore sarà la resa finale del suono dell’impianto HiFi. In questo senso, la scelta dipende in primo luogo dalle propensioni del proprietario dell’impianto: se questi vorrà rifarsi alla tradizione, per gustare la qualità analogica del suono, allora probabilmente volgerà la propria attenzione verso i giradischi. Una scelta che, negli ultimi anni, è diventata di tendenza anche fra i più giovani, sia per l’indubbio fascino che questi oggetti esercitano, ma anche per il “calore” del suono. Gli appassionati più propensi alla tecnologia digitale, invece, possono volgere lo sguardo verso sorgenti audio digitali, lettori di compact disc, lettori di rete con relativi convertitori-DAC separati, che assicurano un’elevata qualità audio. Tuttavia, secondo gli amanti del suono analogico, le sorgenti audio digitali risultano troppe fredde, prive del calore tipico dell’analogico. Nel corso degli anni, queste diatribe sono diventate delle vere e proprie scuole di pensiero.

Il preamplificatore per chi vuole il meglio dal proprio impianto HiFi

Come detto, nella costruzione di un impianto HiFi, non è sempre necessario prevedere un preamplificatore. Questa decisione, infatti, è riservata a quanti scelgono di adottare un amplificatore non integrato. Gli amplificatori integrati, infatti, hanno di solito uno stadio di preamplificazione, che potenzia leggermente il segnale elettrico, prima di immetterlo nello stadio finale di amplificazione, che processa definitivamente il segnale prima di trasferirlo ai diffusori.

Quali sono i vantaggi di un preamplificatore, cioè di uno stadio di amplificazione esterno all’amplificatore di potenza? In primo luogo, questo consente di avere un controllo maggiore su ogni singolo componente dell’impianto HiFi

Da questo punto di vista, infatti, è possibile anche scegliere preamplificatori e amplificatori di potenza di brand diversi o con tecnologie diverse (amplificatore valvolare accoppiato a un preamplificatore a transistor), così da ottenere una composizione ad hoc capace di prestazioni superiori. Altro vantaggio riguarda la possibilità di avere più ingressi audio delle sorgenti audio: chi possiede più fonti, come lettori CD, giradischi, DAC, potrebbe esaurire rapidamente gli ingressi audio dell’amplificatore. Questo, quindi, costringe l’ascoltatore a disinserire e inserire ogni volta la fonte audio scelta, con tutte le difficoltà del caso. Il preamplificatore, invece, risolve questo problema offrendo più ingressi audio, solitamente selezionabili attraverso un apposito pannello frontale.

Amplificatore di potenza per far ballare i diffusori

Solitamente, l’Amplificatore finale di potenza è considerato, insieme ai diffusori acustici, il componente principale nella costruzione di un impianto HiFi. In questo ambito, la scelta è estremamente ampia. La madre di tutte le questioni, che ha generato vere e proprie scuole di pensiero, riguarda la scelta fra amplificatori con circuitazione valvolare e amplificatori con circuitazione a transistor. Come nel caso delle sorgenti, i primi sono scelti da coloro i quali cercano un suono più tradizionale, caldo e avvolgente, mentre i secondi, sempre secondo i puristi, tendono verso una lettura più analitica del segnale. La verità, secondo noi è nel mezzo, visto che, non di rado, amplificatori valvolari possono avere una resa prossima a quella dei transistor e viceversa.

«Lo scopo finale è riprodurre un evento nel modo più fedele possibile: essendo questo evento unico e fine a se stesso, un amplificatore progettato bene, che sia valvolare, a transistor o ibrido, lo farà sempre allo stesso modo - spiega Antonio di Solo Musica Online - essendo l’alta fedeltà unica in questa distinzione è possibile vedere solo la passione dell’audiofilo, che in una data fase temporale, è portato a desiderare un prodotto a transistor piuttosto che a valvole, fermo restando l’obiettivo di riprodurre l’evento ad alta fedeltà. Questo discorso resta valido sia nella scelta dei componenti separati, vale a dire preamplificatore e amplificatore di potenza, che nella scelta degli amplificatori integrati. La scelta dell’amplificatore giusto, al di là delle proprie propensioni personali, di solito la si fa tenendo conto a quali diffusori andranno abbinati e allo spazio fisico disponibile per il collocamento delle elettroniche. Tralasciando gli eventuali vincoli di posizionamento nei vari arredi disponibili, la vera scelta la si fa in base ai diffusori acustici. Di solito, si tiene conto della potenza richiesta dal costruttore, nella sostanza, anche amplificazioni più potenti, purché di indiscussa qualità, possono andare bene, se non meglio, vista la capacità di generare, normalmente, a parità di qualità costruttiva, una dinamica di ascolto superiore, un suono più fluido e ricco di dettagli. A questo, ovviamente, si aggiunge anche il fattore dell’impedenza, espressa in Ohm, dei diffusori acustici: l’abbinamento con amplificazioni aventi caratteristiche costruttive e di potenza inadeguate alle caratteristiche del diffusore, possono produrre eventuali danni o una resa sonica finale non all’altezza delle aspettative, a prescindere dalla spesa sostenuta per la costruzione del sistema HiFi».

Diffusori acustici per un impianto HiFi al meglio

L’ultima componente dell’impianto HiFi sono i diffusori acustici. Ultima solo in relazione al fatto che i diffusori rappresentano la componente dell’impianto che emette il suono. Di fatto, però, molto spesso rappresentano la prima componente scelta, intorno alla quale si viene a costruire l’impianto audio ad alta fedeltà. A riguardo della scelta dei diffusori acustici, in realtà, occorrerebbe un articolo a parte.

In primi luogo, occorre conoscere le tipologie di diffusori: bookshelf, cioè da stand o scaffale, oppure floorstanding o tower, cioè da pavimento. Di solito, i diffusori, sono composti da un mobile progettato acusticamente ad hoc, dove sono racchiusi gli altoparlanti che emettono i suoni a diverse frequenze. Questi si suddividono principalmente in tre categorie: woofers, cioè gli altoparlanti che riproducono le frequenze basse, midrange, per la riproduzione delle frequenze medie, e tweeters, per la riproduzione delle frequenze alte.

Con essi, è possibile coprire tutte le frequenze udibili dall’orecchio umano, ma questo non significa che tutti i diffusori abbiano le tre tipologie di altoparlanti. Non è difficile, infatti, che siano presenti solamente tweeters e midrange, quest’ultimi declinati come midwoofers, sufficienti a coprire la maggior parte delle frequenze. Negli ultimi tempi c’è anche la tendenza ad adottare piccoli diffusori destinati alla riproduzione di frequenze medio alte mentre le basse frequenze vengono riprodotte da woofers incassati di dimensioni più generose che assumono la denominazione di subwoofers.

Ad accordare acusticamente la resa dei vari altoparlanti predisposti nella cassa acustica, ci pensa un circuito realizzato nello specifico denominato crossover. Questo può essere attivo oppure, come capita più di frequente, passivo. Ogni altoparlante avrà la sua rete crossover in modo da filtrare in modo specifico le frequenze di pertinenza, facendo passare quelle ritenute idonee e tagliando quelle ritenute inidonee.

Come detto a riguardo degli amplificatori di potenza, poi, altre caratteristiche indicative della tipologia di diffusori sono la potenza, espressa in Watt, l’impedenza, espressa in Ohm, la sensibilità espressa in dB e la risposta in frequenza espressa in Hertz. Questi valori, presi da soli, come misure fine a se stesse possono essere presi in esame per una valutazione iniziale


Tutte queste informazioni possono essere prese in esame per chiarirsi le idee rispetto all’idea di costruire un impianto HiFi completo in ogni sua parte. Come visto, le cose da sapere sono innumerevoli e vanno affrontate di volta in volta nei diversi contesti. Per questo, se necessitate di assistenza, non esitate a contattare SoloMusicaOnline e saremo lieti di offrirvi una consulenza personalizzata sulle vostre esigenze.

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