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Elenco dei prodotti per la marca B&W

Diffusori Acustici

La storia della B&W, muove i primi passi nei dintorni della capitale inglese anni 40: Londra.

Nella cittadina di Worthing, a sud di Londra, John Bowers fonda, insieme al compagno d’armi Roy Wilkins l’omonima compagnia produttrice di diffusori acustici hi-fi. John era il cervello ed il cuore della società che con profonda passione e continua dedizione ha portato al culmine del globo, tramite i suoi prodotti di indiscusso pregio. 

Se riusciamo a realizzare il miglior prodotto possibile, l’acquisteranno tutti.” Era questa la filosofia di John Bowers, che condusse l’intera vita alla ricerca della perfezione, alla ricerca del miglior suono.

Ma come ogni storia divenuta leggenda, bisogna che si parta dall’inizio, nel lontano 1939, ha inizio la storia della B&W.

Bowers aveva compiuto 17 anni, troppo giovane per fondare un’azienda, ma non per essere chiamato alla guerra da parte del proprio paese. Era il secondo conflitto mondiale, entrato nel Royal Corps of Signal prestò servizio come dirigente di operazioni speciali, mantenendo i contatti radio con gli operativi della resistenza alleata nell'Europa occupata.

Fu proprio in questo periodo che conobbe Roy Wilkins, suo futuro socio in affari. Tornato dalla guerra, Bowers intraprese gli studi in ingegneria delle telecomunicazioni, continuando a maturare la sempre verde e mai abbandonata passione per la musica. Nel 1946, forte di un crescente entusiasmo condiviso con Wilkins, fondò nella città natale, un negozio al dettaglio che si occupava principalmente di radio e televisori, dal nome Bowers & Wilkins.

L’amore incondizionato verso la musica non mollava neanche per un istante la mente ed il cuore del giovane John, che spesso e volentieri si fermava dopo il lavoro nel retro bottega per eseguire esperimenti e migliorie sugli apparecchi venduti in negozio. 

Fu proprio uno dei suoi clienti, lamentando lo scarso rendimento di una delle radio acquistate, che incentivò John ad eseguirne un miglioramento. L’incalzante voglia e la continua ricerca verso nuove soluzioni, sensibilizzò il giovane sulla nuova attitudine maturata, portandolo sempre più alla modifica di apparecchi esistenti e alla realizzazione di diffusori Hand-Made.

Ma Bowers non era solo un abile ingegnere, più di ogni altra cosa era un forte appassionato. Gli affari andavano bene, seguì un rapido sviluppo del negozio, che da singola entità prese ad espandersi con nuove sedi. Alla crescente passione veniva meno il denaro, che avrebbe permesso a John di ampliare il proprio laboratorio, con strumentazione all’avanguardia, e con la produzione di nuovi diffusori acustici. Ma fu proprio la passione ad essere notata da un’anziana e facoltosa signora dell’epoca. La signora Knight, apprezzò l’amore del giovane verso la musica classica e la sua enorme conoscenza in materia, non da meno le competenze dimostrate verso la realizzazioni di diffusori acustici, portarono la stessa signora ad un generoso lascito di 10.000 sterline.

Nel 1966 John Bowers fonda la B&W Electronics. Il socio in affari decise di continuare con la vendita al dettaglio mentre John decide di intraprendere questa nuova avventura. Questa volta fu il suo caro amico, Peter Hayward, a diventare nuovo socio e profondo sostenitore.

 B&W P1, pietra miliare della storia B&W

Mai soddisfatto e sempre alla ricerca del miglior suono, John realizzò il suo primo vero diffusore, destinato, inevitabilmente al successo: le B&W P1.

Il grande audience dell’oggetto realizzato, portò un buon guadagno per la neonata azienda. Tali ricavi furono prontamente reinvestiti, in perfetta sintonia con la filosofia aziendale e di vita condotta da Bowers. La convinzione di John, quella che tutt’ora anima la B&W, era ed è, come disse lo stesso fondatore: “Un diffusore deve essere trasparente all’orecchio e impeccabile alla vista permettendo una fruibilità chiara del messaggio sonoro, incorrotto e fedele in ogni sua sfumatura.”

Grazie a questa filosofia e agli introiti crescenti, in B&W nacque un vero e proprio laboratorio di ricerca e sviluppo adibito con le migliori tecnologie del tempo a firma di Brüel & Kjær.

"John voleva sempre il meglio della strumentazione disponibile a catalogo. Forse più di quello che realmente necessitava, se vogliamo dirla tutta". Steve Roe, commerciale B&K dell’epoca, ricorda così l’allora giovane john. “Ogni qualvolta mi presentavo nel suo laboratorio e mostravo l’ultimo “giocattolo”, la sua risposta era: “lascialo sul banco, lo avrò!”. Con nuovi mezzi e fondi la rapida ascesa della P1 era iniziata, seguì infatti il modello P2 con tanto di certificato di calibrazione a seguito.

 Nuovi modelli B&W: DM70, DM70 Continental e le B&W DM6  

John non si accontentò di mettere in piedi un’azienda che nel giro di qualche decennio avrebbe preso la strada del successo planetario, ma osò, come osa un artista, come osa un sognatore. 

Il risultato fu la B&W DM70 e subito dopo la B&W DM70 Continental, i primi progetti totalmente realizzato “in casa”. Bowers aveva intuito che l’unico modo per avere il pieno “controllo sul suono” era l’abbattimento delle variabili da considerare. Con tale approcciò comincio una produzione interna di altoparlanti su specifiche. Produsse anche i cabinet internamente, sperimentando differenti forme e soluzioni strutturali.

La vera rivoluzione arrivò nel 1974, quando fra le fila della B&W approdò il noto designer Sir Kenneth Grange. Famoso per innumerevoli realizzazioni industriali, Sir Kenneth si impegnò con Bowers per sviluppare un diffusore fuori dagli schemi. Il connubio diede i suoi frutti e poco tempo dopo ebbe luce il “pinguino in gravidanza” le B&W DM6. L’inarrestabile ricerca di Bowers portò differenti migliorie strutturali e acustiche. Il DM6 fu il primo diffusore equipaggiato con midrange in Kevlar. Firma indiscussa dell’azienda britannica, che dopo quarant’anni, porta ancora tale fregio. 

Le B&W serie 800, il trionfo dei nuovi monitor da studio

Il vero primo grande successo che riempi di orgoglio il cuore di John Bowers fu il trionfo dei nuovi monitor da studio che riempirono i maggiori studi di registrazione: le B&W 801Abbey RoadSkywalker SoundDecca e Deutsche Grammophon utilizzarono diffusori B&W nei loro studi ma non solo, le registrazioni che vennero incise portavano la firma che diedero motivo di orgoglio al lavoro fin lì svolto da John: Mastered on B&W Loudspeakers. Presto arrivò il nuovo modello, serie 802. Non mancarono le migliorie e le nuove applicazioni di materiali a conferma della filosofia sostenuta dal fondatore: “Se riesci a realizzare il miglior prodotto possibile, l’acquisteranno tutti.”


L’eredità più grande che John Bowers lasciò, non è un’azienda multimiliardaria, un prodotto in particolare, un brevetto di nuove tecnologia, ma semplicemente, riuscì a capire l’importanza della ricerca, l’importanza del sapere e del saper comprendere e per tutto questo necessitava di una vera e propria Università del Suono.

“Ricevetti una telefonata, era Peter King, un vecchio amico di lunga data. Continuava a chiedermi di incontrarci, per fare una visita a Kingswood Warrenil centro ricerca e sviluppo della BBC. Accettai di buon gradimento la proposta. Recatomi lì, mi resi conto però, che la struttura era totalmente separata da tutto il resto. Capii immediatamente che se la BBC aveva fortemente voluto ciò, vi era un motivo. Tornato in sede mi resi conto che volevo perseguire tale strada. Realizzare un centro di ricerca totalmente separato dal reparto commerciale. Un ingegnere non può convivere con gli schemi delle vendite e la rigidità di un planning di produzione. Un ingegnere, convive con le sue domande e le sue risposte e nulla più.”

Per trovare tali risposte, John Bowers realizzò il centro ricerca e sviluppo nel piccolo villaggio di Steyning, dove i suoi ingegneri avrebbero potuto porre le giuste domande alla moltitudine di quesiti che gli si sarebbero presentati. Una vera e propria università, l’università del suono. 

L'eredità di John Bowers e della B&W 

Era il 1981, poco più di 6 anni avrebbero separato il non più giovanissimo John Bowers al suo prematuro destino. Nel 1987 John Bowers si spense ma non prima di aver consegnato al mondo intero il suoi ultimo progetto, la sua ultima visione: il Nautilus. Il resto è storia, storia dei nostri giorni, che ha visto una multinazionale adattarsi alle ferree regole di mercato e di avanguardia tecnologica, ma ciò che è avvenuto prima è autentica poesia. Poesia di un giovane diciassettenne, pieno di passione e belle speranze che ha saputo riscrivere il modo di ascoltare musica, un giovane che portava il nome di John Bowers.