Cavi di Segnale Analogici: la fedeltà dell'interconnessione
Il cavo di segnale analogico trasporta un segnale a bassissimo livello — millivolt nel caso di una testina phono, qualche volt nel collegamento tra preamplificatore e amplificatore finale — lungo l'intera catena audio. A differenza dei cavi di potenza, qui la priorità non è la sezione del conduttore ma la bassissima capacità distribuita, la schermatura contro le interferenze esterne e la qualità dei connettori di terminazione.
RCA, XLR e segnale bilanciato: quale connessione scegliere
La connessione RCA sbilanciata è la più diffusa negli impianti domestici: un conduttore centrale porta il segnale, la calza esterna fa da schermo e ritorno di massa. È semplice, economica e sufficiente per distanze contenute. Il collegamento XLR bilanciato utilizza invece tre conduttori — segnale positivo, segnale negativo e massa — con una topologia che cancella per principio il rumore di modo comune indotto dall'esterno: è la scelta corretta per distanze superiori ai 3-4 metri, per studi di registrazione e per impianti con preamplificatori e amplificatori dotati di ingressi XLR dedicati. La differenza sonora tra RCA e XLR non è universale: dipende dalla qualità dei circuiti bilanciati nelle elettroniche collegate. Brand come Wireworld, Nordost e Van den Hul propongono entrambe le configurazioni in gamme parallele, permettendo di mantenere la coerenza timbrica dell'interconnessione indipendentemente dalla topologia scelta.
Cavi per subwoofer: un caso specifico
I cavi per subwoofer presentano requisiti propri: devono trasportare un segnale mono a bassa frequenza, spesso su distanze superiori a quelle delle altre interconnessioni, con un'impedenza di uscita che varia considerevolmente tra i pre-amplificatori. La capacità del cavo diventa qui meno critica, mentre acquistano importanza la qualità della schermatura — per evitare ronzii a 50 Hz — e la robustezza meccanica dei connettori RCA alle estremità .