Cavi Ethernet Hi-Fi: la rete di casa come parte dell'impianto audio
L'integrazione dello streaming audio negli impianti hi-fi ha reso il cavo Ethernet un componente della catena audio a tutti gli effetti. Streamer di rete, NAS audiofili, switch ethernet dedicati e renderer Roon sono oggi presenti in migliaia di impianti di qualità, e la connessione di rete che li alimenta di dati non è indifferente alla qualità del suono finale.
Un cavo Ethernet hi-fi è diverso da uno da ufficio
Ethernet trasmette dati digitali, e i dati sono — per definizione — o corretti o errati: a prima vista sembrerebbe impossibile che un cavo influisca sul suono. La realtà è più sfumata: anche se i pacchetti dati arrivano intatti grazie ai meccanismi di correzione degli errori del protocollo TCP/IP, il rumore ad alta frequenza trasmesso fisicamente dal cavo stesso — indotto dagli switch, dai router e dagli alimentatori switching presenti nella rete — si propaga fino all'alimentazione dei circuiti audio dello streamer, alzando il noise floor e introducendo jitter nella temporizzazione del segnale. I cavi Ethernet audiofili affrontano questo problema con conduttori di alta purezza, schermatura individuale di ciascuna coppia (STP/FTP) e geometrie che minimizzano il crosstalk tra le coppie. Brand come Audioquest con il cavo Vodka e QED con il Reference Ethernet Cable offrono soluzioni appositamente ingegnerizzate per questo contesto.
Cat6, Cat7 o Cat8: quale categoria scegliere
Per applicazioni audio hi-fi la categoria del cavo è meno rilevante della qualità costruttiva intrinseca. Un cavo Cat6A STP ben costruito con conduttori OFC e connettori RJ45 di precisione supera nella pratica un cavo Cat8 economico. La priorità è sempre la qualità dei materiali e la cura nella costruzione — non il numero della categoria stampato sulla guaina.

